venerdì 18 dicembre 2009

Global Press Freedom 2009

Il rapporto annuale di Freedom House sulla libertà di stampa qualche preoccupazione la desta. Il nostro Paese, secondo lo studio dell’organizzazione statunitense, è nella fascia degli Stati "Partly Free" (e lo è già da qualche anno purtroppo).
Il punteggio ottenuto dall'Italia è pari a 32, il che ci pone alla 73esima posizione, tra Israele (31 punti) e Hong Kong (33 punti). Siamo penultimi tra i paesi dell'Europa Occidentale, solo la Turchia è sotto di noi. Italia e Turchia sono Parzialmente Liberi, tutti gli altri paesi dell'Europa Occidentale sono liberi.

Quella che segue è la mappa della libertà di stampa del 2009. In Europa peggio dell’Italia c’è solo la Turchia:

mercoledì 16 dicembre 2009

Le mille luci di New York di Jay Mcinerney

In questi giorni mi è capitato di pensare ad un libro letto circa un anno fa e così mi è venuto in mente di pubblicare un mio commento scritto il giorno dopo la fine della lettura (il commento era ad un post del blog My Book Generation del mio amico Francesco):

Non posso tirarmi indietro. Non posso non dire qualcosa su questo libro.
Ho finito di leggere le ultime pagine proprio ieri. Ero al mare, sdraiato su una sabbia gelida sovrastato da un cielo grigio. Il suono del mare era diventato un noioso rumore, incessante, battente come il vento che ti freddava la schiena e ti faceva diventare un tutt’uno con la spiaggia.
Il contesto in cui si legge un libro spesso non si sceglie, capita. E a me, prima di ieri, è capitato di leggere questo romanzo in treno o in stazione o a casa a notte fonda. Questa volta sembra quasi che il libro si sia scelto l’ambiente giusto per esser letto.
È vero le ultime pagine sono veramente belle, toccanti, scritte senza mai scadere in inutili sentimentalismi. Quasi ho provato le stesse forti, a volte imbarazzanti, sensazioni del protagonista nel ricordo della madre.
Le prime pagine ci metti un pò a metabolizzarle perché ti scaraventano all’interno di un’altra vita. Ti cortocircuitano senza preavviso con la vita “estrema” del protagonista.
L’uso del “tu” durante la narrazione ti fa vivere una sorta di vita parallela creando ancor più coinvolgimento. Ogni lettore è il soggetto principale del romanzo tanto più che la seconda persona singolare sostituisce sempre, puntualmente, il nome del protagonista (che non viene rivelato neanche alla fine).
Che dire?
Grazie Fra, è stato davvero un ottimo regalo. Mi sono fidato di te, del tuo consiglio e sono stato ripagato.


Il libro ovviamente è straordinario.