lunedì 22 giugno 2009

Verso la fine del consumismo

”Mi chiamo Octave e mi vesto da APC. Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda.
Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta, ritoccata in Photoshop.
Immagini leccate, musiche nel vento.
Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a pagarvi l’auto dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io l’avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre tendenze più avanti, riuscendo così a farvi sentire sempre insoddisfatti.
Il Glamour è il paese in cui non si arriva mai.
Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova.
C’è sempre una novità più nuova che farà invecchiare quella precedente; farvi sbavare è la mia missione.
Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.”

Questo racconta Frédéric Beigbeder, uno tra i più noti (ex)pubblicitari del nostro continente, che dopo aver pubblicato "99 francs" perde il posto di lavoro ottenendo in compenso celebrità.
Il compito più arduo per chi fa il pubblicitario è riuscire a drogare la propria coscienza per non sentirsi in perenne disagio con il mondo. Bisognerebbe avere pelo sul petto per fare questo mestiere fino in fondo. C’è chi riesce ad essere spietato, chi annega nell’alcool o chi cede, come Beigbeder, e in uno sfogo irrazionale cerca di sdebitarsi raccontando “tutto”.

Credo che almeno un aspetto positivo importante dell’attuale crisi economica globale sia proprio lo smascheramento della bulimia del consumismo, come sostenuto recentemente dal sociologo Gianpaolo Fabris:
"Questo è stato l’anno in cui la crisi ha cambiato l’economia delle famiglie. A fianco delle difficoltà create dalla situazione congiunturale - sottolinea Fabris - c’è una grossa parte di popolazione che ha modificato il proprio atteggiamento verso i consumi. E le abitudini di acquisto stanno cambiando: ora c’è una sensibilità inedita per il prezzo rispetto al passato. Gli italiani si sono resi conto di avere troppo in alcune merceologie. E come l’obesità che sta aumentando, anche loro sono diventati bulimici. È la fine di un consumismo avido e ingordo che aveva perso qualunque relazione con i valori dell’uso del prodotto."

La gente comincia a stancarsi e forse veramente occorre cambiare le lenti con cui si guarda il mondo.
Il “nuovo paradigma” è già vecchio.

venerdì 19 giugno 2009

Difendiamo il paradiso delle idee

Proprio mentre lucido il mio nuovo blog vengo impietrito da quanto letto in questo pezzo:

L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della
attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l' apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta
l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata.
[...] Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!!
(fonte: fendente.it)

E pensare che credevo al nostro spazio virtuale come ad una sorta di paradiso delle idee su cui nessuno poteva metter le mani. Così mentre scorrono le ormai amatoriali immagini dell’Iran, in Italia si mette il bavaglio ad intercettazioni e, ancor più grave, alla libertà d’espressione nella rete.
Il tutto nell’indifferenza generale, di mass media ed opinione pubblica, di un giugno vacanziero.